Identikit del nuovo Allenatore

Gaetano Tolomeo 22 marzo 2015 0 496 Visite Totali
Identikit del nuovo Allenatore

Aria serena e di appagamento in Sala Conferenze a San Siro dopo Milan – Cagliari, ci ha pensato il maestro Zdenek Zeman ad animarla, pacato, serio e sicuro di se, dalla sua bocca sono uscite parole sagge, da prendere come esempio. Lo ritrovo invecchiato, il viso scavato da tante battaglie, ma il maestro e’ sempre lo stesso guerriero dentro. Tanti i flash scattati, tutti a volersi immortalare con colui che ha sempre combattuto contro il sistema ed è stato sempre fuori dal coro, l’alternativo di questo mondo fatto forse di troppe persone abituate a pensare con la testa di altri, lui mai, non le ha mandate mai a dire, si è sempre esposto è pagato in prima persona. Bello vedere nei primi minuti e nell’ultima mezz’ora di partita il Cagliari, una provinciale, con 11 uomini nella metà campo del Milan senza timori, non perché questo Milan sia un fulmine di guerra, ma il blasone, l’effetto San Siro fa sempre effetto. Mentalità propositiva, in barba a tutti coloro che quando parlano di Zdenek Zeman si fanno la risatina oppure dicono “Ma cosa ha vinto”. Vorrei solo ricordare che “Il Maestro” e’ partito dalla 3 categoria, ha vinto in ogni campionato dai dilettanti ai professionisti, calcato campi polverosi e stadi fantastici, allenato gente che lavorava prima di dedicarsi al calcio e professionisti, ovunque si è distinto per 3 cose: bel calcio, coerenza e serietà. Persone del genere ne nascono poche, il suo credo, il suo calcio, il suo modo di porsi ha fatto storia, oggi avremmo bisogno di tanti Zeman nel calcio Italiano, con pochi soldi e pochi campioni dovremmo puntare di più sul l’organizzazione di gioco e lavorare di più sulle individualità facendo crescere i giocatori sotto l’aspetto tattico e tecnico. I tecnici di oggi sono troppo abituati a voler gestire i campioni e poco a plasmare, creare e trasformare dei buoni calciatori in campioni e buoni collettivi in grandi squadre. L’allenatore deve tornare ad essere un artigiano che plasmi la sua squadra e trasformi i calciatori in campioni, bisogna lavorare sulle lacune individuali e sugli errori, correggere i difetti, creare alternative, basta con gli allenatori che guardano il lavoro settimanale ai bordi del campo e delegano il lavoro al loro staff, basta con lo staff tecnico composto da 9 elementi, vestite la tuta e sudate sul campo insiene alla squadra, guidate e accompagnate i calciatori nel lavoro settimanale come facevano Rocco, Herrera, Trapattoni, Liedholm e Sacchi oltre che a Zeman, siate sempre pronti a dare consigli, i calciatori di adesso devono vedere nel l’allenatore un punto di riferimento, una guida sicura, un padre di famiglia sempre pronto ad ascoltare e a stare vicino ai propri ragazzi. Non volendo ho anche tracciato l’identikit del nuovo allenatore del Milan, a proposito di allenatore del Milan, non si può gestire la rosa in questo modo, voglio bene a Pippo Inzaghi, ma non è possibile sostituire sempre uno come Destro, unico a vedere la porta e unico, insiene a Menez, che può dare profondità a questo Milan, non si può fare a meno di Cerci, uno dei pochi, insieme a Bonaventura (non della partita ieri sera a causa di un infortunio), gente che sa saltare l’uomo è capaci di creare superiorità numerica, basta con sto Honda, basta con Essien, meglio far esordire giovani della Primavera.

Il Direttore Gaetano Tolomeo